
Molly Bloom, novella Penelope, conglideva l’Ulisse di James Joyce con un monologo fiume. Analogamente Mollly viene ripresa qui dall Compagnia Atir e Gabriele Vacis, che portano il testo in una trama di riferimenti culturali, storie e canzoni, che hanno il gusto contemporaneo.
La protagonista del monologo che segue il flusso di coscienza è Arianna Scommegna, sola sul palcoscenico, seduta al centro della scena, con una sedia, un bicchiere poggiato a terra e una manciata di fazzoletti. La protagonista ripercorre la propria esistenza di poco amore, infinite attese del marito (non per niente ricorda Penelope), occasioni mancate.
Ma il tutto non sarà serio, come nell’opera di Joyce, ma conserverà quel pizzico di ironia e follia, che in fondo possiede la vita stessa, che a sua volta ispira l’arte immortale.
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